![]() |
|
| Appuntamento ad Asakusa, Tokyo | |
| ITINERARIO Il nostro itinerario dal 17agosto al 10settembre2006. In ogni citta` sono tanti incontri con degli amici che ci hanno assistito le nostre gite. ![]() |
|
UN VIAGGIO IN GIAPPONEDi Laura Fedriga e Caterina Coccioli. Nessuno può dire di avere capito i cartoni animati se non è mai stato in Giappone. Se lfItalia è il paese della pizza, il Giappone lo è della funzionalità. Le regole, la società, le precedenze, gli orari, i semafori: tutto funziona. Prima regola non farsi domande su cosa state mangiando, anche se si muove, lasciatevi travolgere dalla cultura di un mondo che poco ha in comune con il nostro, ma che vanta pulizia e perfezione come pochi. La vostra colazione tradizionale non sarà un croissant col cappuccino, ma se lo vorrete potrà offrirvi anche quello a cui il nostro dannato Occidente ci ha abituato. |
|
| Kyoto, con un amica di Tozai | |
|
Questi i nostri presupposti per il viaggio. Essere giapponesi per un mese. Un taccuino comprato da Muji su cui documentare tutto, su cui erano segnate
4 città da visitare: Kyoto, Kyoto è la prima terra di conquista, un famiglia allargata di 20 persone i nostri guru, un apparta-mentino in centro il nostro ritrovo. Se i giovani giapponesi ghanno visto una vera geisha solo alle sfilate milanesih (citazione della guida), noi ci abbiamo fatto lfaperitivo, pasteggiato a champagne, e colloquiato piacevolmente. Un personaggio insolito, lo chef, appena uscito da una puntata di South Park, è stato il nostro accompagnatore per 7 giorni, e sua moglie una gentil signora disegnata da ki-duck. |
|
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
| Nikko, Festa a casa di un amico di Tozai, Akira | |
|
Il suo entourage una schiera di camerieri sempre pronti a qualunque nostro tipo di richiesta, e il suo vino dei migliori mai assaggiati in Italia. Se la schiera di giovani lavoratori al suo servizio avesse retto lfalcol però quella volta non si sarebbe concluso tutto con un mal di testa del giorno dopo. Camminare
di giorno o schivare i giapponesi per strada in bicicletta, ammirare
le bellezze locali come in nessunfaltra delle località
visitate, togliere le scarpe nei templi, bere birra seduti in riva a
un fiume per conoscere qualcuno; questi i principali appuntamenti di
una settimana nella città magica. La
città delle luci. E dei rumori. Ef come vivere in un video
game, come una versione di gThe beachh dove gli uomini sono tutti
uguali, i giapponesi. Lì siamo entrate nella nostra prima sala
di pachinko: il mondo dei giocattoli e dei pupazzi, dove i fanatici
di Hello Kitty trovano realizzate tutte le loro perversioni più
estreme. Il forno, il telefono, la macchina per i pop corn,. il mondo
delle bambole prende forma, e noi ne siamo i protagonisti più
entusiasti. Pareti totalmente illuminate sostituiscono i lampioni
occidentali, e fiumi interi di persone attraversano le vie come in
una sorta di trasporto. Noi
come italiani abbiamo condiviso le nostre arti culinarie
improvvisate, i giapponesi ci hanno regalato tutta la loro
ospitalità. Tre i nostri compagni di viaggio: due giapponesi e
una ragazza israeliana. Tre i giorni immersi nella loro cultura
estrema, ad imparare come vivere una vacanza diversamente dai
turisti. Il clima è rilassante, e due notti passano veloci
sulle coperte in soggiorno. Lfabbiamo tenuta per ultima. Da lei ci aspettiamo il meglio che abbiamo mai visto. Tredici giorni a nostra disposizione per scoprirne gli angoli più nascosti, e gli usi più disparati. Abbiamo vissuto Tokio diversamente da tutte le altre città dforiente, ed abbiamo fatto un grande errore: scoprire troppo presto quanto questa città fosse più bella di notte che di giorno. Ci hanno salvato i due giorni che precedevano il weekend, gli unici in cui la nostra sveglia mattutina può definirsi tale. E poi abbiamo conosciuto troppe altre persone, troppi personaggi hanno fatto parte di questo nostro racconto, dalle nazionalità più variegate: Le più grandi capitali mondiali ci hanno regalato i compagni di avventura nella Tokio by night. Locali,
discoteche, mercato del pesce, Shibuya market, colazione al Seven
Eleven, sedie per i massaggi, sushi bar, hot sakè, Roppongi,
hotel New Koyo, karaoke, Ebisu, le telecamere che ti seguono, il
ponte di Minami Senju, la voce sulla metro, la pasta per tutto
lfalbergo, il Tempura e le freccette, la Asahi, la birra di
Sapporo. Non parole a caso, ma le uniche che possono raccontare. A chi consigliamo il viaggio? Semplice,
a TUTTI |
|